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Tu sei Barack Obama

Ciao a tutti, oggi sento il bisogno di esprimermi sul Partito Democratico e sulla recente polemica sulla neo-eletta alle Europee: Debora Serracchiani. C’è chi ha dichiarato che nella gioventù non c’è per forza qualità. ‘Sta donna c’ha quasi quarant’anni, tanto giovane non è. Qualcuno ha scritto che non ci si può soltanto affidare all’apparenza, ma a me la Serracchiani pare carina: certo non una strafica come certe candidate di parte avversa. Oggi la politica si fa in tv e (senza eccessi) una presenza gradevole non può essere considerato addirittura un difetto, in presenza di altre qualità, è ovvio.

Ho sentito il suo intervento di fronte al segretario Dario Franceschini: l’appassionato monologo di 13 minuti che ha ricevuto tante attenzioni su internet e che le è valso un numero di preferenze superiori al suo capolista e persino all’Utilizzatore Finale, nella stessa circoscrizione.

La ragazza dimostra passione e dialettica: cosa non da poco in un contesto in cui la gente che ha guidato negli ultimi anni la sinistra il pubblico lo annoiava, quando proprio non lo faceva addormentare. La ragazza ha seguito e fa paura, e gran parte del gotha del PD si è schierato contro di lei e ha attaccato le sue dichiarazioni in un modo a cui ci ha abituato solo un certo tipo di giornalismo schierato. Franceschini è il più simpatico e non fa parte dell’apparato, ha detto all’incirca.

Traduzione: Franceschini ha capacità empatiche e comunicative che ad altri mancano, e non è stato tra quelli che hanno permesso all’Utilizzatore Finale di candidarsi ai tempi della “discesa in campo”, che poi non hanno risolto il problema del conflitto d’interessi quando ne hanno avuto l’occasione e i numeri per farlo, che non hanno tenuto fuori i condannati dal Parlamento e che infine non hanno smantellato le leggi ad personam che hanno tenuto fuori di galera per tutto questo tempo l’uomo che sostengono di combattere. Non sono colpe da poco.

Sono comportamenti che fanno sospettare che l’aver lasciato entrare quell’uomo e poi l’averlo tenuto in campo siano stati modi per mascherare la loro incapacità di stare uniti e di migliorare il paese. La loro affezione al potere (anche piccolo, frammentato e locale) prima che allo Stato.

Debora Serracchiani non è Barack Obama. E se è per questo nemmeno Barack Obama è il Barack Obama che sembra uscire dalle parole dei politici che lo esaltano: un genio, un visionario, un grande comunicatore. È solo una persona intelligente che conosce il mondo che lo circonda (quello del lavoro e non solo dei circoli politici) ed è consapevole dei modi che oggi ci sono per raggiungere le persone. Come internet. Che sa parlare quanto deve saperlo fare un avvocato. E non si presenta male. Di chi sto parlando?

Di Barack Obama? Di Debora Serracchiani? Di Dario Franceschini? Di te? Di me?

Guardiamoci attorno. Sto parlando di un certo numero di persone che possiamo incontrare oggi nell’ambiente che abitualmente frequentiamo. Gente che per lavoro quando capita parla in pubblico e si fa capire, che usa i mezzi informatici per far conoscere le proprie iniziative e che mediamente è consapevole del mondo che la circonda. Gente che quando la incontri ti sa strappare un sorriso.

Sono persone eccezionali? Sono geni, visionari, grandi comunicatori?

Non credo. Ma se li confronti con chi in politica quando parla non si capisce cosa dica, che si è conquistato le sue posizioni per anzianità e clientelismo, e che pensa ancora che la gente la raggiungi a colpi di cartelloni, allora capisci perché Barack Obama pare un genio.

E capisci perché Debora Serracchiani, in un contesto di gente con un passato pieno di rimorsi e rimpianti, priva di leadership, di entusiasmo e di capacità comunicativa, faccia paura.

Stiamo parlando della prima Presidente del Consiglio donna?

Non lo so. Secondo me stiamo parlando del tipo di politico che sarebbe bello vedere occupare sempre di più le nostre Camere: una persona capace di farsi capire dalla gente, con una professione a cui tornare, ancorata alla realtà e dalla fedina penale pulita. Stiamo parlando di qualcuno che non è responsabile dello sfascio in cui ci troviamo, e che non debba fedeltà o gratitudine a chi lo è.

Chiedo troppo?

Vi ringrazio della vostra attenzione e concludo condividendo con voi il profondo dolore per le persone che nel rogo di Viareggio hanno perso la casa, gli affetti o la vita. Mi fa troppo male pensare a quei bimbi bruciati per dire più di così. Mi dispiace.

Francesco

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